{"id":3458,"date":"2025-03-01T18:40:32","date_gmt":"2025-03-01T17:40:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diffondilaparola.com\/wpdp\/?page_id=3458"},"modified":"2025-03-01T18:43:13","modified_gmt":"2025-03-01T17:43:13","slug":"ronchi-ricorrenze","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diffondilaparola.com\/wpdp\/ronchi-ricorrenze\/","title":{"rendered":"Ronchi Ricorrenze"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"3458\" class=\"elementor elementor-3458\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5b9af22 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"5b9af22\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-cb31827 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"cb31827\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Padre Ermes Ronchi<br>                                                                                                                 Commenti ai Vangeli delle Ricorrenze festive\n<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7ab7f83 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"7ab7f83\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6ccbe97 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"6ccbe97\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e6f7ae6 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"e6f7ae6\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>IMMACOLATA CONCEZIONE<\/strong><\/p><p><strong>Dio ci chiama ad aprirci alla gioia<\/strong><\/p><p><a href=\"https:\/\/www.qumran2.net\/parolenuove\/commenti.php?criteri=1&amp;liturgia=S1208\">Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria<\/a>\u00a0(08\/12\/2013) Vangelo:\u00a0Lc 1,26-38\u00a0<\/p><p>Il Vangelo di Luca sviluppa il racconto dell&#8217;annuncio a Maria come la zoomata di una cinepresa: parte dall&#8217;immensit\u00e0 dei cieli, restringe progressivamente lo sguardo fino ad un piccolo villaggio, poi ad una casa, al primo piano di una ragazza tra le tante, occupata nelle sue faccende e nei suoi pensieri.<\/p><p>L&#8217;angelo Gabriele entr\u00f2 da lei. \u00c8 bello pensare che Dio ti sfiora, ti tocca nella tua vita quotidiana, nella tua casa. Lo fa in un giorno di festa, nel tempo delle lacrime oppure quando dici a chi ami le parole pi\u00f9 belle che sai.<\/p><p>La prima parola dell&#8217;angelo non \u00e8 un semplice saluto, dentro vibra quella cosa buona e rara che tutti, tutti i giorni, cerchiamo: la gioia. \u00abchaire, rallegrati, gioisci, sii felice\u00bb. Non chiede: prega, inginocchiati, fai questo o quello. Ma semplicemente: apriti alla gioia, come una porta si apre al sole. Dio si avvicina e ti stringe in un abbraccio, viene e porta una promessa di felicit\u00e0.<\/p><p>La seconda parola dell&#8217;angelo svela il perch\u00e9 della gioia: sei piena di grazia. Un termine nuovo, mai risuonato prima nella bibbia o nelle sinagoghe, letteralmente inaudito, tale da turbare Maria: sei colmata, riempita di Dio, che si \u00e8 chinato su di te, si \u00e8 innamorato di te, si \u00e8 dato a te e tu ne trabocchi. Il suo nome \u00e8: amata per sempre. Teneramente, liberamente, senza rimpianti amata.<\/p><p>Piena di grazia la chiama l&#8217;angelo, Immacolata la dice il popolo cristiano. Ed \u00e8 la stessa cosa. Non \u00e8 piena di grazia perch\u00e9 ha detto &#8220;s\u00ec&#8221; a Dio, ma perch\u00e9 Dio ha detto &#8220;s\u00ec&#8221; a lei prima ancora della sua risposta. E lo dice a ciascuno di noi: ognuno pieno di grazia, tutti amati come siamo, per quello che siamo; buoni e meno buoni, ognuno amato per sempre, piccoli o grandi ognuno riempito di cielo.<\/p><p>La prima parola di Maria non \u00e8 un s\u00ec, ma una domanda: come \u00e8 possibile? Sta davanti a Dio con tutta la sua dignit\u00e0 umana, con la sua maturit\u00e0 di donna, con il suo bisogno di capire. Usa l&#8217;intelligenza e poi pronuncia il suo s\u00ec, che allora ha la potenza di un s\u00ec libero e creativo.<\/p><p>Eccomi, come hanno detto profeti e patriarchi, sono la serva del Signore. Serva \u00e8 parola che non ha niente di passivo: serva del re \u00e8 la prima dopo il re, colei che collabora, che crea insieme con il creatore. \u00abLa risposta di Maria \u00e8 una realt\u00e0 liberante, non una sottomissione remissiva. \u00c8 lei personalmente a scegliere, in autonomia, a pronunciare quel &#8220;s\u00ec&#8221; cos\u00ec coraggioso che la contrappone a tutto il suo mondo, che la proietta nei disegni grandiosi di Dio\u00bb (M. Marcolini).<\/p><p>La storia di Maria \u00e8 anche la mia e la tua storia. Ancora l&#8217;angelo \u00e8 inviato nella tua casa e ti dice: rallegrati, sei pieno di grazia! Dio \u00e8 dentro di te e ti colma la vita di vita.<\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>SANTO NATALE<\/strong><\/p><p><strong>Nel mondo la luce vera che illumina ogni uomo<\/strong><\/p><p><a href=\"https:\/\/www.qumran2.net\/parolenuove\/commenti.php?criteri=1&amp;liturgia=N1225C\">Natale del Signore &#8211; <strong>Messa del Giorno<\/strong><\/a>\u00a0(25\/12\/2022) Vangelo:\u00a0Gv 1,1-18\u00a0<\/p><p>Un Vangelo immenso ascoltiamo oggi, che ci obbliga a pensare in grande. Giovanni comincia con un inno, un canto, che ci chiama a volare alto, un volo d&#8217;aquila che proietta Ges\u00f9 di Nazaret verso i confini del cosmo e del tempo. In principio era il Verbo e il Verbo era Dio. Nel principio e nel profondo, nel tempo e fuori dal tempo. Un mito? No, perch\u00e9 il volo d&#8217;aquila plana fra le tende dell&#8217;accampamento umano: e venne ad abitare, piant\u00f2 la sua tenda in mezzo a noi. Poi Giovanni apre di nuovo le ali e si lancia verso l&#8217;origine delle cose che esistono: tutto \u00e8 stato fatto per mezzo di Lui (v 3). Nulla di nulla senza di lui. \u201cIn principio\u201d, \u201ctutto\u201d, \u201cnulla\u201d, \u201cDio\u201d, parole assolute, che ci mettono in rapporto con la totalit\u00e0 e con l&#8217;eternit\u00e0, con Dio e con il cosmo, in una straordinaria visione che abbraccia tempo, cose, spazio, divinit\u00e0.<\/p><p>Senza di lui nulla di ci\u00f2 che esiste \u00e8 stato fatto. Non solo gli esseri umani, ma il filo d&#8217;erba e la pietra e il pettirosso di stamattina, tutta la vita \u00e8 fiorita dalle sue mani. Nessuno e niente nasce da se stesso&#8230;<\/p><p>Natale: veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Ogni uomo, ogni donna, ogni bambino e ogni anziano, ogni malato e ogni migrante, tutti, nessuno escluso; nessuna esistenza \u00e8 senza un grammo di quella luce, nessuna storia senza lo scintillio di un tesoro, abbastanza profondo perch\u00e9 nessun peccato possa mai spegnerlo.\u200b<\/p><p>E allora c&#8217;\u00e8 un frammento di Verbo in ogni carne, un pezzetto di Dio in ogni uomo, c&#8217;\u00e8 santit\u00e0 in ogni vita. La luce splende nelle tenebre ma le tenebre non l&#8217;hanno vinta! Le tenebre non vincono la luce. Non la vincono mai. La notte non sconfigge il giorno. Ripetiamolo a noi e agli altri, in questo mondo duro e triste: il buio non vince.<\/p><p>\u201cIn principio era il Verbo e il Verbo era Dio&#8230;\u201d. Che vorrei tradurre: in principio era la tenerezza \/ e la tenerezza era Dio. E la tenerezza di Dio si \u00e8 fatta carne.<\/p><p>Natale \u00e8 il racconto di Dio caduto sulla terra come un bacio (B. Calati).<\/p><p>Natale \u00e8 il brivido del divino nella storia (papa Francesco). Per questo siamo pi\u00f9 felici a Natale, perch\u00e9 ascolti il brivido, rallenti il tempo, guardi di pi\u00f9 tuo figlio, gli dai una carezza&#8230;Ges\u00f9 \u00e8 il racconto della tenerezza di Dio (Ev. Ga.), porta la rivoluzione non della onnipotenza o della perfezione, ma della tenerezza e della piccolezza: Dio nell&#8217;umilt\u00e0, il segreto del Natale. Dio nella piccolezza, forza dirompente del Natale. Dio adagiato sulla povera paglia come una spiga nuova.Noi non stiamo aspettando Qualcuno che verr\u00e0 all&#8217;improvviso, ma vogliamo prendere coscienza di Qualcuno che, come una luce, gi\u00e0 abita la nostra vita.<\/p><p><strong>\u00a0La vertigine di Betlemme, l&#8217;Onnipotente in un neonato<\/strong><\/p><p><a href=\"https:\/\/www.qumran2.net\/parolenuove\/commenti.php?criteri=1&amp;liturgia=N1225A\">Natale del Signore &#8211; Messa della Notte<\/a>\u00a0(25\/12\/2016)\u00a0\u00a0 Vangelo:\u00a0Lc 2,1-14\u00a0<\/p><p>\u00a0\u00a0 Questo per voi il segno: troverete un bambino: \u00abTutti vogliono crescere nel mondo, ogni bambino vuole essere uomo. Ogni uomo vuole essere re. Ogni re vuole essere &#8220;dio&#8221;. Solo Dio vuole essere bambino\u00bb (<em>Leonardo Boff<\/em>). Dio nella piccolezza: \u00e8 questa la forza dirompente del Natale. L&#8217;uomo vuole salire, comandare, prendere. Dio invece vuole scendere, servire, dare. \u00c8 il nuovo ordinamento delle cose e del cuore.<\/p><p>\u00a0\u00a0 C&#8217;erano l\u00e0 alcuni pastori. Una nuvola di ali, di canto e di parole felici li avvolge: Non temete! Dio non deve fare paura, mai. Se fa paura non \u00e8 Dio colui che bussa alla tua vita. Dio si disarma in un neonato. Natale \u00e8 il corteggiamento di Dio che ci seduce con un bambino. Chi \u00e8 Dio? \u00abDio \u00e8 un bacio\u00bb, caduto sulla terra a Natale (<em>Benedetto Calati<\/em>).<\/p><p>\u00a0\u00a0 Vi annuncio una grande gioia: la felicit\u00e0 non \u00e8 un miraggio, \u00e8 possibile e vicina. E sar\u00e0 per tutto il popolo: una gioia possibile a tutti, ma proprio tutti, anche per la persona pi\u00f9 ferita e piena di difetti, non solo per i pi\u00f9 bravi o i pi\u00f9 seri. Ed ecco la chiave e la sorgente delle felicit\u00e0: Oggi vi \u00e8 nato un salvatore. Dio venuto a portare non tanto il perdono, ma molto di pi\u00f9; venuto a portare se stesso, luce nel buio, fiamma nel freddo, amore dentro il disamore. Venuto a portare il cromosoma divino nel respiro di ogni uomo e di ogni donna. La vita stessa di Dio in me. Sintesi ultima del Natale. Vertigine.<\/p><p>E sulla terra pace agli uomini: ci pu\u00f2 essere pace, anzi ci sar\u00e0 di sicuro. I violenti la distruggono, ma la pace torner\u00e0, come una primavera che non si lascia sgomentare dagli inverni della storia. Agli uomini che egli ama: tutti, cos\u00ec come siamo, per quello che siamo, buoni e meno buoni, amati per sempre; a uno a uno, teneramente, senza rimpianti amati (<em>Marina Marcolini<\/em>).<\/p><p>\u00a0\u00a0 \u00c8 cos\u00ec bello che Luca prenda nota di questa unica visita, un gruppo di pastori, odorosi di lana e di latte. \u00c8 bello per tutti i poveri, gli ultimi, gli anonimi, i dimenticati. Dio ricomincia da loro. Natale \u00e8 anche una festa drammatica: per loro non c&#8217;era posto nell&#8217;alloggio. Dio entra nel mondo dal punto pi\u00f9 basso, in fila con tutti gli esclusi. Come scrive padre Turoldo, Dio si \u00e8 fatto uomo per imparare a piangere. Per navigare con noi in questo fiume di lacrime, fino a che la sua e nostra vita siano un fiume solo. Ges\u00f9 \u00e8 il pianto di Dio fatto carne. Allora prego:<\/p><p>Mio Dio, mio Dio bambino, povero come l&#8217;amore, piccolo come un piccolo d&#8217;uomo, umile come la paglia dove sei nato, mio piccolo Dio che impari a vivere questa nostra stessa vita. Mio Dio incapace di aggredire e di fare del male, che vivi soltanto se sei amato, insegnami che non c&#8217;\u00e8 altro senso per noi, non c&#8217;\u00e8 altro destino che diventare come Te.<\/p><p><strong>MADRE DI DIO<\/strong><\/p><p><strong>Benedetti da chi ha volto e cuore luminosi \u2013 anno B<\/strong><\/p><p><a href=\"https:\/\/www.qumran2.net\/parolenuove\/commenti.php?criteri=1&amp;liturgia=S0101\">Maria Santissima Madre di Dio<\/a>\u00a0(01\/01\/2023) Vangelo:\u00a0Lc 2,16-21\u00a0<\/p><p>Otto giorni dopo Natale, il Vangelo ci riporta alla grotta di Betlemme, all&#8217;unica visita riferita da Luca, quella dei pastori odorosi di latte e di lana, sempre dietro ai loro agnelli, mai in sinagoga, che arrivano di notte guidati da una nuvola di canto. E Maria, vittima di stupore, tutto custodiva nel cuore! Scavava spazio in s\u00e9 per quel bambino, figlio dell&#8217;impossibile e del suo grembo; e meditava, cercava il senso di parole ed eventi, di un Dio che sa di stelle e di latte, di infinito e di casa. Non si vive solo di emozioni e di stupori, e lei ha tempo e cuore per pensare in grande, maestra di vita che ha cura dei suoi sogni.<\/p><p>All&#8217;inizio dell&#8217;anno nuovo, quando il tempo viene come messaggero di Dio, la prima parola della Bibbia \u00e8 un augurio, bello come pochi: il Signore disse: Voi benedirete i vostri fratelli (Nm 6,22) Voi benedirete&#8230; \u00e8 un ordine, \u00e8 per tutti. In principio, per prima cosa anche tu benedirai, che lo meritino o no, buoni e meno buoni, prima di ogni altra cosa, come primo atteggiamento tu benedirai i tuoi fratelli. Dio stesso insegna le parole: Ti benedica il Signore, scenda su di te come energia di vita e di nascite. E ti custodisca, sia con te in ogni passo che farai, in ogni strada che prenderai, sia sole e scudo. Faccia risplendere per te il suo volto. Dio ha un volto di luce, perch\u00e9 ha un cuore di luce.<\/p><p>La benedizione di Dio per l&#8217;anno che viene non \u00e8 n\u00e9 salute, n\u00e9 ricchezza, n\u00e9 fortuna, n\u00e9 lunga vita ma, molto semplicemente, la luce. Luce interiore per vedere in profondit\u00e0, luce ai tuoi passi per intuire la strada, luce per gustare bellezza e incontri, per non avere paura. Vera benedizione di Dio, attorno a me, sono persone dal volto e dal cuore luminosi, che emanano bont\u00e0, generosit\u00e0, bellezza, pace. Il Signore ti faccia grazia: di tutti gli sbagli, di tutti gli abbandoni, di qualche vilt\u00e0 e di molte sciocchezze. Lui non \u00e8 un dito puntato, ma una mano che rialza. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace.<\/p><p>Rivolgere il volto a qualcuno \u00e8 come dire: tu mi interessi, mi piaci, ti tengo negli occhi. Cosa ci riserver\u00e0 l&#8217;anno che viene? Io non lo so, ma di una cosa sono certo: il Signore si volter\u00e0 verso di me, i suoi occhi mi cercheranno. E se io cadr\u00f2 e mi far\u00f2 male, Dio si piegher\u00e0 ancora di pi\u00f9 su di me. Lui sar\u00e0 il mio confine di cielo, curvo su di me come una madre, perch\u00e9 non gli deve sfuggire un solo sospiro, non deve andare perduta una sola lacrima. Qualunque cosa accada, quest&#8217;anno Dio sar\u00e0 chino su di me.<\/p><p>E ti conceda pace: la pace, miracolo fragile, infranto mille volte, in ogni angolo della terra. Ti conceda Dio quel suo sogno, che sembra dissolversi ad ogni alba, ma di cui Lui stesso non ci conceder\u00e0 di stancarci.<\/p><p><strong>EPIFANIA<\/strong><\/p><p><strong>Il dono pi\u00f9 prezioso dei Magi? Il loro stesso viaggio<\/strong><\/p><p><a href=\"https:\/\/www.qumran2.net\/parolenuove\/commenti.php?criteri=1&amp;liturgia=S0106\">Epifania del Signore<\/a>\u00a0(06\/01\/2019) Vangelo:\u00a0Mt 2,1-12\u00a0<\/p><p>Epifania, festa dei cercatori di Dio, dei lontani, che si sono messi in cammino dietro a un loro profeta interiore, a parole come quelle di Isaia. \u00abAlza il capo e guarda\u00bb. Due verbi bellissimi: alza, solleva gli occhi, guarda in alto e attorno, apri le finestre di casa al grande respiro del mondo. E guarda, cerca un pertugio, un angolo di cielo, una stella polare, e da lass\u00f9 interpreta la vita, a partire da obiettivi alti. Il Vangelo racconta la ricerca di Dio come un viaggio, al ritmo della carovana, al passo di una piccola comunit\u00e0: camminano insieme, attenti alle stelle e attenti l&#8217;uno all&#8217;altro. Fissando il cielo e insieme gli occhi di chi cammina a fianco, rallentando il passo sulla misura dell&#8217;altro, di chi fa pi\u00f9 fatica. Poi il momento pi\u00f9 sorprendente: il cammino dei Magi \u00e8 pieno di errori: perdono la stella, trovano la grande citt\u00e0 anzich\u00e9 il piccolo villaggio; chiedono del bambino a un assassino di bambini; cercano una reggia e troveranno una povera casa. Ma hanno l&#8217;infinita pazienza di ricominciare. Il nostro dramma non \u00e8 cadere, ma arrenderci alle cadute. Ed ecco: videro il bambino in braccio alla madre, si prostrarono e offrirono doni. Il dono pi\u00f9 prezioso che i Magi portano non \u00e8 l&#8217;oro, \u00e8 il loro stesso viaggio. Il dono impagabile sono i mesi trascorsi in ricerca, andare e ancora andare dietro ad un desiderio pi\u00f9 forte di deserti e fatiche. Dio desidera che abbiamo desiderio di Lui. Dio ha sete della nostra sete: il nostro regalo pi\u00f9 grande. Entrati, videro il Bambino e sua madre e lo adorarono. Adorano un bambino. Lezione misteriosa: non l&#8217;uomo della croce n\u00e9 il risorto glorioso, non un uomo saggio dalle parole di luce n\u00e9 un giovane nel pieno del vigore, semplicemente un bambino. Non solo a Natale Dio \u00e8 come noi, non solo \u00e8 il Dio-con-noi, ma \u00e8 un Dio piccolo fra noi. E di lui non puoi avere paura, e da un bambino che ami non ce la fai ad allontanarti. Informatevi con cura del Bambino e poi fatemelo sapere perch\u00e9 venga anch&#8217;io ad adorarlo! Erode \u00e8 l&#8217;uccisore di sogni ancora in fasce, \u00e8 dentro di noi, \u00e8 quel cinismo, quel disprezzo che distruggono sogni e speranze. Vorrei riscattare queste parole dalla loro profezia di morte e ripeterle all&#8217;amico, al teologo, all&#8217;artista, al poeta, allo scienziato, all&#8217;uomo della strada, a chiunque: Hai trovato il Bambino? Ti prego, cerca ancora, accuratamente, nella storia, nei libri, nel cuore delle cose, nel Vangelo e nelle persone; cerca ancora con cura, fissando gli abissi del cielo e gli abissi del cuore, e poi raccontamelo come si racconta una storia d&#8217;amore, perch\u00e9 venga anch&#8217;io ad adorarlo, con i miei sogni salvati da tutti gli Erodi della storia e del cuore.<\/p><p><strong>TUTTI I SANTI<\/strong><\/p><p><strong>Quel Dio che ha scelto come beati gli ultimi<\/strong><\/p><p><a href=\"https:\/\/www.qumran2.net\/parolenuove\/commenti.php?criteri=1&amp;autore=832\">padre Ermes Ronchi<\/a>\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.qumran2.net\/parolenuove\/commenti.php?criteri=1&amp;liturgia=S1101\">Tutti i Santi<\/a>\u00a0(01\/11\/2020)\u00a0 Vangelo:\u00a0Mt 5,1-12\u00a0<\/p><p>Beato l&#8217;uomo, prima parola del primo salmo. Cui fa eco la prima parola del primo discorso di Ges\u00f9, sulla montagna: Beati i poveri. Cosa significa beato, questo termine un po&#8217; desueto e scolorito? La mente corre subito a sinonimi quali: felice, contento, fortunato. Ma il termine non pu\u00f2 essere compresso solo nel mondo delle emozioni, impoverito a uno stato d&#8217;animo aleatorio. Indica invece uno stato di vita, consolida la certezza pi\u00f9 umana che abbiamo e che tutti ci compone in unit\u00e0: l&#8217;aspirazione alla gioia, all&#8217;amore, alla vita.<\/p><p>Beati, ed \u00e8 come dire: in piedi, in cammino, avanti, voi poveri (A. Chouraqui), Dio cammina con voi; su, a schiena dritta, non arrendetevi, voi non violenti, siete il futuro della terra; coraggio, alzati e getta via il mantello del lutto, tu che piangi; non lasciarti cadere le braccia, tu che produci amore. Profondit\u00e0 alla quale non arriver\u00f2 mai, Vangelo che continua a stupirmi e a sfuggirmi, eppure da salvare a tutti i costi; nostalgia prepotente di un mondo fatto di pace e sincerit\u00e0, di giustizia e cuori puri, un tutt&#8217;altro modo di essere vivi.<\/p><p>Le beatitudini non sono un precetto in pi\u00f9 o un nuovo comandamento, ma la bella notizia che Dio regala gioia a chi produce amore, che se uno si fa carico della felicit\u00e0 di qualcuno, il Padre si far\u00e0 carico della sua felicit\u00e0. Vostro \u00e8 il regno: il Regno \u00e8 dei poveri perch\u00e9 il Re si \u00e8 fatto povero. La terra \u00e8 dei miti perch\u00e9 il potente si \u00e8 fatto mite e umile. A questa terra, imbevuta di sangue (il sangue di tuo fratello grida a me dal suolo), pianeta di tombe, chi regala futuro? Chi \u00e8 pi\u00f9 armato, pi\u00f9 forte, pi\u00f9 spietato? O non invece il tessitore di pace, il non violento, il misericordioso, chi si prende cura?<\/p><p>La seconda dice: Beati quelli che sono nel pianto. La beatitudine pi\u00f9 paradossale: lacrime e felicit\u00e0 mescolate assieme, ma non perch\u00e9 Dio ami il dolore, ma nel dolore egli \u00e8 con te. Un angelo misterioso annuncia a chiunque piange: il Signore \u00e8 con te. Dio \u00e8 con te, nel riflesso pi\u00f9 profondo delle tue lacrime per moltiplicare il coraggio; in ogni tempesta \u00e8 al tuo fianco, forza della tua forza, argine alle tue paure.<\/p><p>Come per i discepoli colti di notte dalla burrasca sul lago, Lui \u00e8 l\u00ec nella forza dei rematori che non si arrendono, nelle braccia salde sulla barra del timone, negli occhi della vedetta che cercano l&#8217;aurora.<\/p><p>Ges\u00f9 annuncia un Dio che non \u00e8 imparziale, ha le mani impigliate nel folto della vita, ha un debole per i deboli, incomincia dagli ultimi della fila, dai sotterranei della storia, ha scelto gli scarti del mondo per creare con loro una storia che non avanzi per le vittorie dei pi\u00f9 forti, ma per semine di giustizia e per raccolti di pace.<\/p><p><strong>COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI\u00a0\u00a0 1^ messa<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0Le porte della morte aprono alla vita<\/strong><\/p><p><a href=\"https:\/\/www.qumran2.net\/parolenuove\/commenti.php?criteri=1&amp;autore=832\">padre Ermes Ronchi<\/a>\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.qumran2.net\/parolenuove\/commenti.php?criteri=1&amp;liturgia=S1102A\">Commem. di Tutti i Fedeli Defunti (Messa I)<\/a>\u00a0(02\/11\/2008) Vangelo:\u00a0Gv 6,37-40\u00a0<\/p><p>La liturgia non ha pianti, perch\u00e9 ci\u00f2 di cui fa memoria non \u00e8 la morte, ma la risurrezio\u00adne. La liturgia non ha la\u00adcrime, se non asciugate dalla mano di Dio; essa in\u00adfatti non pronuncia paro\u00adle sulla fine ma sulla vita. \u00abSe tu fossi stato qui mio fratello Lazzaro non sa\u00adrebbe morto\u00bb. Marta ha fede in Ges\u00f9, eppure si sbaglia. Cos\u00ec noi ripetia\u00admo le sue parole e il suo errore: in questa malattia del mio familiare, dov\u2019\u00e8 Dio? Se Dio esiste, perch\u00e9 questa morte innocente? Se Tu sei qui, i miei cari non moriranno&#8230; Invece Dio \u00e8 qui, sempre, ma non come esenzione dalla morte. Ges\u00f9 non ha mai promesso che i suoi ami\u00adci non sarebbero morti. Per lui il bene pi\u00f9 grande non \u00e8 una vita lunga, un infinito sopravvivere; l\u2019es\u00adsenziale non sta nel non morire, ma nel vivere gi\u00e0 una vita risorta. L\u2019eternit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 entrata in noi molto prima che accada, entra con la vita di fede ( chiun\u00adque crede in Lui ha la vita eterna), entra con i gesti del quotidiano amore. Il Signore ci insegna ad ave\u00adre pi\u00f9 paura di una vita sbagliata che della morte. A temere di pi\u00f9 una vita vuota e inutile che non l\u2019ultima frontiera che pas\u00adseremo aggrappandoci forte al cuore che non ci lascer\u00e0 cadere.<\/p><p>Chi ci separer\u00e0 dall\u2019amo\u00adre di Cristo? N\u00e9 angeli n\u00e9 demoni, n\u00e9 vita n\u00e9 morte, nulla ci potr\u00e0 mai separa\u00adre dall\u2019amore ( Rm 8,35\u00ad37). Questo mi basta. Se Dio \u00e8 amore, mi vendi\u00adcher\u00e0 della mia morte. La sua vendetta \u00e8 la risurre\u00adzione, un amore mai pi\u00f9 separato.<\/p><p>Dio salva, questo \u00e8 il suo nome. Salvare significa conservare. Per sua preci\u00adsa volont\u00e0 nulla andr\u00e0 perduto, non un affetto, non un bicchiere d\u2019acqua fresca, neanche il pi\u00f9 pic\u00adcolo filo d\u2019erba.<\/p><p>Una preghiera per i de\u00adfunti, forse la pi\u00f9 bella, in\u00advoca: ammettili a godere la luce del tuo volto. I ver\u00adbi della fede cedono ad un verbo umile e forte, iner\u00adme ed umanissimo: gode\u00adre. La ragione cede alla gioia, la fede al godimen\u00adto. L\u2019eternit\u00e0 fiorisce nei verbi della gioia. Perch\u00e9 Dio non \u00e8 risposta al no\u00adstro bisogno di spiegazio\u00adni, ma al nostro bisogno di felicit\u00e0, lo \u00e8 per i miei sen\u00adsi, lo spirito, gli affetti e il cuore, per la totalit\u00e0 della mia persona.<\/p><p>La nostra esperienza so\u00adstiene che tutto va dalla vi\u00adta verso la morte. La fede cristiana dichiara invece che l\u2019esistenza dell\u2019uomo va da morte a vita. Dal santuario di Dio che \u00e8 la terra e dove nessun uomo pu\u00f2 restare a vivere, le porte della morte condu\u00adcono verso l\u2019esterno. Ma su che cosa si aprono i battenti di questa porta? Non lo sai? Sulla vita!<\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>PRESENTAZIONE AL TEMPIO<\/strong><\/p><p><strong>Un figlio appartiene a Dio, non ai genitori\u00a0\u00a0 <\/strong>Vangelo:\u00a0Lc 2,22-40\u00a0<\/p><p>Maria e Giuseppe portarono il Bambino a Gerusalemme, per presentarlo al Signore. Una giovanissima coppia, col suo primo bambino, arriva portando la povera offerta dei poveri, due tortore, e il pi\u00f9 prezioso dono del mondo: un bambino. Sulla soglia, due anziani in attesa, Simeone e Anna. Che attendevano, dice Luca, \u00abperch\u00e9 le cose pi\u00f9 importanti del mondo non vanno cercate, vanno attese\u00bb (Simone Weil). Perch\u00e9 quando il discepolo \u00e8 pronto, il maestro arriva.<\/p><p>Non sono i sacerdoti ad accogliere il bambino, ma due laici, che non ricoprono nessun ruolo ufficiale, ma sono due innamorati di Dio, occhi velati dalla vecchiaia ma ancora accesi dal desiderio. E lei, Anna, \u00e8 la terza profetessa del Nuovo Testamento, dopo Elisabetta e Maria. Perch\u00e9 Ges\u00f9 non appartiene all&#8217;istituzione, non \u00e8 dei sacerdoti, ma dell&#8217;umanit\u00e0. \u00c8 Dio che si incarna nelle creature, nella vita che finisce e in quella che fiorisce. \u00ab\u00c8 nostro, di tutti gli uomini e di tutte le donne. Appartiene agli assetati, ai sognatori, come Simeone; a quelli che sanno vedere oltre, come Anna; a quelli capaci di incantarsi davanti a un neonato, perch\u00e9 sentono Dio come futuro e come vita\u00bb (M. Marcolini).<\/p><p>Simeone pronuncia una profezia di parole immense su Maria, tre parole che attraversano i secoli e raggiungono ciascuno di noi: il bambino \u00e8 qui come caduta e risurrezione, come segno di contraddizione perch\u00e9 siano svelati i cuori. Caduta, \u00e8 la prima parola. \u00abCristo, mia dolce rovina\u00bb canta padre Turoldo, che rovini non l&#8217;uomo ma le sue ombre, la vita insufficiente, la vita morente, il mio mondo di maschere e di bugie, che rovini la vita illusa. Segno di contraddizione, la seconda. Lui che contraddice le nostre vie con le sue vie, i nostri pensieri con i suoi pensieri, la falsa immagine che nutriamo di Dio con il volto inedito di un abb\u00e0 dalle grandi braccia e dal cuore di luce, contraddizione di tutto ci\u00f2 che contraddice l&#8217;amore.<\/p><p>Egli \u00e8 qui per la risurrezione, \u00e8 la terza parola: per lui nessuno \u00e8 dato per perduto, nessuno finito per sempre, \u00e8 possibile ricominciare ed essere nuovi. Sar\u00e0 una mano che ti prende per mano, che ripeter\u00e0 a ogni alba ci\u00f2 che ha detto alla figlia di Giairo: talit\u00e0 kum, bambina alzati! Giovane vita, alzati, levati, sorgi, risplendi, riprendi la strada e la lotta. Tre parole che danno respiro alla vita.<\/p><p>Festa della presentazione. Il bambino Ges\u00f9 \u00e8 portato al tempio, davanti a Dio, perch\u00e9 non \u00e8 semplicemente il figlio di Giuseppe e Maria: \u00abi figli non sono nostri\u00bb (Kalil Gibran), appartengono a Dio, al mondo, al futuro, alla loro vocazione e ai loro sogni, sono la freschezza di una profezia \u201cbiologica\u201d. A noi spetta salvare, come Simeone ed Anna, almeno lo stupore.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Padre Ermes Ronchi Commenti ai Vangeli delle Ricorrenze festive IMMACOLATA CONCEZIONE Dio ci chiama ad aprirci alla gioia Immacolata Concezione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"elementor_header_footer","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"class_list":["post-3458","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diffondilaparola.com\/wpdp\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3458","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diffondilaparola.com\/wpdp\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diffondilaparola.com\/wpdp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diffondilaparola.com\/wpdp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diffondilaparola.com\/wpdp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3458"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.diffondilaparola.com\/wpdp\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3458\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3462,"href":"https:\/\/www.diffondilaparola.com\/wpdp\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3458\/revisions\/3462"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diffondilaparola.com\/wpdp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3458"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}